
Cari lettori, ancora una volta desideriamo portare alla vostra attenzione l’incredibile lungimirante attualità dei seguenti documenti risalenti al periodo della R.S.I. e redatti dal Duce di suo pugno, che risulta quasi disarmante tanto quanto profetica ad un tempo. La pubblicazione di tali scritti, giammai fine a sé stessa, al contrario è propedeutica al discorso probante di cui siamo latori, ovvero, la comprensione dell’assetto politico attuale, che rispecchia proprio quello che, in nuce, era in via di costituzione in quel momento storico. Si tratta di una realtà specifica che in quel frangente vide l’Italia perdere completamente la propria indipendenza a tutti i livelli per mai più recuperarla, a favore di una occupazione militare continuata e permanente da parte degli anglo-americani, (col placet fattivo ed il tacito supporto di Mosca!) che a discapito del tempo e delle apparenze superficiali, perdura tutt’oggi, replicando nei suoi equilibri quelle stesse dinamiche e logiche, già esplicitati in questi scritti mussoliniani che qui sottoponiamo alla vostra attenzione. Tale scenario orripilante, viene artificiosamente mantenuto “stabilmente” ed in modo continuativo tutt’oggi, in virtù del metodo della “Guerra Civile ideologica permanente”, scatenata, manipolata e mantenuta in vita proprio dai quei medesimi soggetti descritti nei due articoli di Benito Mussolini che di seguito pubblichiamo, la cui attualità risulta agghiacciante, sia nella descrizione dei temi trattati, che in relazione ai soggetti ivi coinvolti.
Si tratta di una disamina precisissima della comune visione d’intenti e di obiettivi da parte di Londra, Mosca e Washington, dovuta al fatto, per nulla nuovo o straordinario che, ieri come oggi, non sono le politiche nazionali dei governi in questione a dirigere le rispettive strategie geopolitiche, ma le “pescecanesche” sette “demo-pluto-massoniche-sioniste” ( ricordiamo sempre, poiché siamo tornati spesso sul concetto, [ ad esempio, qui e qui ] che il “sionismo” è una espressione religiosa ebraico-messianica, dai tratti esoterici e potentemente razzisti, non “semplicemente” una aspirazione politica) che occultamente dirigono e governano tutti e indistintamente secondo i propri obiettivi, all’insegna di una visione strumentalmente globalista, materialista, atea e soprattutto anti-cristiana, che si manifesta con precisi atti, ivi inclusi quelli descritti nella prosa mussoliniana (1). Non deve meravigliarci, allora, che l’assetto politico esposto al tempo dei fatti in questione, mutatis mutandis, ricalchi esattamente e precisamente quello attuale, mostrandoci in tutti e due gli articoli in che modo esso sia stato propedeutico tanto alla infiltrazione ed al sabotaggio della società nazionale italiana quanto dell’Istituzione Ecclesiale Cattolica – poiché il metodo scelto è sempre stato quello dell’infiltrazione e dello svuotamento dall’interno – che dopo il termine di quell’immane conflitto mondiale avrebbe portato ad un attacco vieppiù serrato e concentrico nel corso degli anni, dal di fuori e dal di dentro, i cui effetti più dirompenti sarebbero stati, da una parte il Concilio Vaticano II sul versante religioso, con il conseguente ribaltamento pratico del dogma e della dottrina cattolica (anche se non formale) al fine di stemperarla nella religione ecumenica universale della massoneria, dall’altra, sul versante istituzionale, l’esautorazione della concezione “romana e fascista dello Stato Unitario“, a vantaggio della cosiddetta Unione Europea, ugualmente propedeutica alla visione politica massonica, dedita alla distruzione delle società Nazionali e della Civiltà Romano-Cristiana del “vecchio continente”.
I lupi, il gregge e i pastori
(Pubblicato in « Corrispondenza Repubblicana », 3 febbraio 1944)di Benito Mussolini
Dai nostri microfoni è stata già data la notizia del violento attacco sferrato dal giornale bolscevico “Isvestia” contro la santa Sede. È appena superfluo ricordare che il summenzionato giornale, così come il confratello “Pravda”, non stampa una sola parola che non sia stata precedentemente vistata dall’Ufficio politico del partito bolscevico.
In questo caso, così come in tutte le manifestazioni della vita russa, la voce è quella del padrone, maresciallo Stalin. Bisogna anzitutto precisare che l’attacco ha una origine lontana, e precisamente negli Stati Uniti. Vi è, nel felice Paese di Roosevelt, un associazione per la politica estera, la quale ha fatto oggetto di studio l’atteggiamento della santa Sede nei confronti del fascismo. Tra l’altro l’associazione ha constatato che il « riconoscimento da parte del Vaticano della conquista dell’Abissinia fu un atto assai imprudente ». Occupandosi dei lavori di questa associazione americana, il redattore della “Isvestia”, Petrov, ne ha preso motivo per scrivere l’articolo di cui ci occupiamo. L’attacco è, quindi, di origine americana, e poi ripreso dalla stampa moscovita. Che negli Stati Uniti il Vaticano sia combattuto e detestato non meraviglia. Poco conta che ci siano venti milioni di cattolici, numero rimasto immutato da decenni, e che tali cattolici siano quasi esclusivamente immigrati polacchi, italiani, irlandesi. La Repubblica cosiddetta stellata è un Paese profondamente, inguaribilmente, fisiologicamente fuori di ogni religione. L’unico Dio che laggiù sta sugli altari è l’oro. Più della Russia, è l’America rooseveltiana il Paese dei « senzadio ». Vi sono ben quaranta milioni di atei dichiarati, professanti l’ateismo e raccolti in una potente associazione, che si prefigge la diffusione di questa dottrina.
Gli altri ottanta milioni di americani, ivi compresi quindici milioni di negri, sono divisi in ben trecentoventitré sette religiose, molte delle quali costituiscono autentiche manifestazioni, talora carnevalesche, di follia e stupidità, sempre però a sfondo di dollari e di affari.
Un paese che porti nel suo grembo « ganghe » del genere è perlomeno incapace di sentire il cattolicesimo romano e di valutarne la plurisecolare portata religiosa e storica. È insomma, anche da questo punto di vista, perfettamente in linea col compare bolscevico di Mosca. Roosevelt completa Stalin e viceversa.
Stabilito così il fatto che ha dato origine all’articolo della “Isvestia” non può meravigliare che Petrov ne abbia approfittato per perfezionare e completare l’attacco partito d’oltre oceano. Dice Petrov testualmente:
« L’aspetto più significativo per giudicare la politica della santa Sede è dato dall’atteggiamento assunto dal Vaticano al tempo della gloriosa avventura di Hitler e Mussolini nella guerra di Spagna con l’intervento armato.
Nel giugno 1940, il Vaticano rimase nel più assoluto silenzio dinanzi all’aggressione della Francia da parte di Mussolini, ed è sintomatico il fatto che tra i primi Stati a riconoscere il Governo di Pétain, imposto da Hitler, sia stato proprio il Vaticano. Durante il fascismo, il Vaticano è stato uno strumento del regime, oggi odiato dalle masse popolari. L’appoggio dato a Hitler e Mussolini » — conclude Petrov — « ha screditato la politica estera del Vaticano e l’ha posta nella posizione di diretta correità con il fascismo ».
Non è il caso di polemizzare con il signor Petrov. Non è compito nostro quello di difendere la politica del Vaticano. Ci limitiamo a fissare quanto segue: la presa di posizione decisamente ostile dei circoli americani, assai vicini a Roosevelt, contro il Vaticano, e la immediata attestazione di solidarietà con questi circoli da parte dei dirigenti la politica russa. L’attacco è, quindi, concentrico. A tenaglia. Si inserisce nel ricatto compiuto sull’Argentina e nelle brutali pressioni attualmente esercitate sulla Spagna di Franco, due paesi eminentemente cattolici. Oggi è la volta del Vaticano. Non bisogna illudersi sul fatto che apparentemente viene messa in questione soltanto la « politica » del Vaticano. Trattasi di una manovra. Si comincia con la politica per mascherare e meglio preparare la successiva fase dell’attacco. Oggi si parla di «Vaticano»; domani sarà precisato l’obiettivo e cioè la « Chiesa », che tale politica ha ispirato e seguito nell’interesse dei fedeli.
Darebbero prova singolare di incoscienza quei cattolici italiani che non rilevassero l’estrema gravità di questo preliminare atto di ostilità compiuto da americani e da russi.
E somma prova di incoscienza forniscono quei pochi o molti cattolici italiani che auspicano una vittoria degli alleati, i quali sono al di fuori del cattolicesimo o contro la Chiesa di Roma.
Nelle vicinanze immediate dell’ovile cattolico, già si aggirano i lupi, protestanti, ortodossi, o semplicemente atei. Vysinskij dei « senzadio » sta tra Brindisi e Bari.
Se vogliamo salvare il gregge, siano vigilanti i pastori.
Come già avevamo anticipato, il secondo articolo, risultata perfettamente armonico col primo, completandone il quadro d’insieme, giacché descrive la “leva” politica attraverso cui è stato diffuso il male liberale anti-italiano e anti-cristiano nella nostra società. Chiaramente i nemici della nostra Civiltà hanno dovuto necessariamente portare un doppio colpo contro quelli che già definimmo “i fuochi dell’ellissi”, poiché entrambi rappresentanti delle basi della Civiltà per antonomasia che essi odiano. La Religione, come concetto, viene così sostituita dal “personalismo” e dalla sua “realizzazione nella società”. Questo in sintesi costituirebbe il loro “progresso democratico”, ovverosia Il nuovo “dio” nella collettività sociale del “Liberalismo”. Così, tramite lo strumento della società materialista ed individualista Liberale, i soliti “pupari-orchestranti”, continuano a dirigere l’ignobile concertino della partitocrazia politicamente irresponsabile nei confronti della cittadinanza, a mezzo della quale essi mantengono diviso il Popolo Italiano, impedendo ad esso qualsiasi “consapevole” presa di coscienza, col fine ultimo ormai fin troppo palese di cancellarlo definitivamente sia dalla Storia che dalla faccia della terra.
Cristiani sinistri
(Pubblicato in « Corrispondenze Repubblicane », 6 ottobre 1944)di Benito Mussolini
Uno dei più significativi sintomi dello sbandamento morale che pervade le coscienze e gli spiriti dell’Italia bonomiana è oggi dato dai risultati del congresso della cosiddetta « sinistra cristiana », ex-comunismo cattolico.
Com’è noto, questo movimento, sorto nel periodo più torbido della vita italiana, ebbe la sua prima manifestazione pubblica in piazza San Pietro, quando un individuo, in abito talare, levò un cencio rosso dinanzi al Pontefice benedicente. Ne segui una innocua baruffa, durante la quale un gendarme pontificio afferrò quel prete, che a buon diritto riteneva un impostore, e lo condusse in guardina. Ma li accadde una curiosa scena: il prete era veramente tale; ragion per cui fu rilasciato con ampia formula di assoluzione.
Senonché l’incidente valse a porre, come si dice, all’ordine del giorno il cosiddetto comunismo cattolico e l’antitesi che corre, o almeno che dovrebbe correre, tra le due qualifiche secondo i dettami della Chiesa solennemente confermati in una non dimenticata enciclica di Papa Pio XI.
Qualche chiarimento ufficioso vi fu, ma nulla che potesse somigliare a quell’aperta sconfessione del movimento che a fil di logica avrebbe dovuto seguire. E tutto fu risolto con un atto di pura forma: il comunismo cattolico assunse la denominazione di « sinistra cristiana » e, come tale, ha avuto ora i suoi crismi nel guazzabuglio di partiti, di correnti e di idee che tutti insieme costituiscono il caos morale e politico dell’Italia libera sotto il tallone dei dominatori e che allineano, in bell’ordine, ebrei, massoni e senza Dio sotto il patrocinio anglicano, tutti, nessuno escluso, nemici tradizionali e irriducibili della Chiesa di Roma.
L’ipocrisia più sfrontata è, ormai, la caratteristica di questi politicanti cui tutto è lecito sotto la protezione delle baionette angloamericane; e tale forma mentale ha reso possibile le più incredibili assurdità, come, ad esempio, il recente gesto servile del turpe De Ruggero, che ha ringraziato il generale Alexander per aver rispettato quei monumenti che le bombe dei liberatori martellano da oltre un anno, seminando ovunque le più sacrileghe distruzioni. Nel quadro di tale sistematica ipocrisia dobbiamo scrivere altresì i risultati del congresso della sinistra cristiana, in quanto essa ha cambiato nome, ma ha conservato intatta l’originaria sostanza. Infatti, in uno dei punti che, secondo questi cattolici di nuovo genere, dovrebbero offrire la sicura ricetta della rinascita, è esplicitamente auspicata una stretta unità di azione con i partiti socialista e comunista. In altre parole, pieno connubio tra il diavolo e l’acqua santa, tra sacristia e Comintern, tra senza Dio e chierici più o meno vaganti alla ricerca del favore popolare.
Potremmo, a tale proposito, citare un caso di questi giorni, che dimostra, oltretutto, quanto sia, come dire, aleatoria la progettata alleanza: il primate di Lituania e due vescovi sono stati trucidati dai bolscevichi, come primo saluto all’Europa cattolica. Il risveglio alla realtà di quanti si illudono di poter addomesticare il comunismo nei riguardi della religione potrebbe, dunque, essere assai amaro. Ma vi è dell’altro: questi cattolici vogliono l’epurazione più energica e vendicativa; vogliono trascinare dinanzi ai tribunali di guerra e punire, senza indugi, tutti i fascisti; praticano, insomma, anch’essi la carità cristiana sullo stesso metro seguito dall’altrettanto cristianissimo Tupini quando archiviò la grazia nei confronti del fascista Caruso, colpito da una sentenza mostruosamente illegale.
Fin qui il lato negativo, comune sino alla monotonia a tutti i partiti in cui si fraziona l’antifascismo. Ma quando, sia pure solo a chiacchiere, si tenta scendere al pratico, anche i cattolici sinistri vogliono la lotta contro il latifondo che il fascismo fermamente attuò in Sicilia, nell’Agro Pontino e in genere in ogni plaga della penisola; intendono affiancare le rivendicazioni delle categorie lavoratrici che sono cardine della Repubblica Sociale Italiana; ripudiano la monarchia come espressione di interessi reazionari e, sentite l’ultima, anch’essi ritengono che ogni sforzo sarà vano sotto il controllo che gli alleati esercitano sulla vita del Paese e se non saranno modificate le durissime condizioni dell’armistizio.
Qui li volevamo i cristiani sinistri, essi che dicono aver lottato per la libertà e che credettero averla trovata sotto la bandiera dei plutocrati e con l’ausilio delle loro armi. Oggi sono loro a confermarci che ogni attività italiana e ogni possibilità di ripresa sono paralizzate dalla volontà tirannica degli occupanti e dalle inique clausole di una capitolazione infamante. Chi l’ha firmata, chi l’ha avallata, chi l’ha accettata quella resa ignominiosa di un popolo, con la sua potenza militare quasi intatta, nel momento in cui si imponeva a tutti i cittadini, senza distinzione di partito, di ideologia, il più alto e il più sacro dovere, la difesa del suolo della Patria? Chi ha consegnato al nemico la nostra terra, le nostre risorse, le nostre conquiste, raggiunte a prezzo incalcolabile dì lavoro e di sangue? E chi ha dato l’Italia, mani e piedi legati, in preda alla vendetta del più esoso capitalismo?
I cristiani sinistri dicono persino che essi vorrebbero ancora combattere contro il nemico. Ma chi è il vero e unico nemico dell’Italia, della fede, del popolo, se non chi ha diroccato le chiese, infranto i focolari, seminato la morte e la miseria, avvelenato le coscienze, e che oggi, per confessione aperta dei suoi stessi complici, stringe sempre più le catene del servaggio sul corpo dilaniato della nazione?
Possiamo ammettere che la risposta sarebbe per i nostri avversari difficile, cosi come è tragicamente assurdo cianciare di libertà su di una terra che, a causa del tradimento, ha perduto l’indipendenza. Indipendenza che non si riconquista certo a colpi di ordini del giorno, anche se essi, come quello di cui si tratta, nascondano, tra le parole grosse e irose, un postumo e inutile atto di contrizione
Meditiamo lungamente su tali parole, poiché non riguardano soltanto il nostro passato, ma attengono eminentemente al nostro comune e sciagurato presente nonché alla concreta possibilità di poter salvare il nostro futuro!
IlCovo
NOTA
1) Uno dei mezzi usati nell’era contemporanea è il cosiddetto “Fabianesimo“, descritto bene nel libro di Davide Rossi, qui . Esso può tranquillamente essere definito “anti-cristianesimo” pratico. E’ l’anticristo che prende varie forme, e mantiene inalterato il proprio fine. Peculiare, che un Liberale come Rossi – come anche altri Liberali – si ostini a voler, come nella Sindrome di Stoccolma, “assolvere” il “liberalismo sincero” o il “socialismo sincero”, come se ce ne fosse uno diverso e “menzognero”, cui addebitare tutti i mali del mondo. La Santa Chiesa di Roma, prima di tutti è andata “in fondo” ed ha messo in Luce che non si è innanzi a molteplici “errori”, ma ad UN ERRORE, unico, chiaro: il liberalismo-religione ed il suo gemello opposto-uguale che è il socialismo-religione, ovvero, al fondo di entrambi, la religione dell’IO individuale assoluto, “dio” di se stesso. Dottrine false che “naturalmente” portano all’inferno in terra odierno. Infatti, il Socialismo Fabiano, che è il VERO socialismo, quello che si avvale di vari e diversi mezzi per inverarsi, ha manifestato la sua “lunga mano” in tutti gli eventi tragici della storia, provocandoli. Perché il Socialismo è una dottrina profondamente razzista, elitaria, materialista, utilitarista, che abbassa gli uomini a “masse” ( Le Bon “insegna”!), che riduce la vita alla pura materialità, a vita vegetativa, per cui Orwell, che sarebbe un “sincero socialista”, avrebbe pensato che il “nutrimento” di un indefinito numero di “braccia”, sarebbe stato la panacea rispetto al mondo distopico che lui, Fabiano, ha portato alla attenzione dei più. Nel suo Saggio il Liberale Rossi fa dei nomi precisi, alcuni (e sono solo pochi esempi!) appartengono alla nostra storia del secolo scorso, come Carlo Rosselli; altri a quella dei nostri ultimi anni, come il “cattolico” e occultista Romano Prodi o Mario Draghi, per non parlare di Roberto Speranza. Quello che più ci colpisce nella descrizione fatta da Rossi è la strategia connaturata ai Socialisti Fabiani: la dissimulazione. Il loro simbolo ricorda direttamente satana e il loro fine, accennato da Rossi stesso, è incredibilmente abominevole.



Tra le innumerevoli menzogne diffuse sulla concezione Fascista, c’è, fra le prime, la fandonia che lo Stato Fascista miri alla soppressione della “Libertà” degli individui, che per “governare” si avvalga della “violenza, razzismo e sterminio”. Ovviamente, come abbiamo già detto, tale impalcatura mendace è necessaria (es:
È naturale nei giovani l’ansia del domani, soprattutto quando il presente si identifica con una guerra diventata gradualmente « cosmica » quasi col ritmo di una trama crescente, costituendo cosi un diaframma oscuro e impenetrabile al di là del quale si dovrà pur fatalmente pervenire.